mercoledì 25 febbraio 2015

I Domenica di Quaresima annoB

Vangelo   Mc 1,12-15
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.
Dal vangelo secondo Marco  

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Scarica e ascolta l'omelia di Padre Emanuele
tenuta Domenica 8 Feb.2015 
presso la Chiesa della Comunità Passionista di Airola/BN


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sabato 21 febbraio 2015

Prima Domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)


 
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo
”.

Il brano del Vangelo odierno consta di due parti: il racconto delle tentazioni di Gesù e l’annuncio del regno di Dio.
Il racconto delle tentazioni è molto sintetico. A differenza di quello degli altri Vangeli non ci dice in che cosa sia consistita la tentazione. L’evangelista Marco concentra la sua attenzione sugli elementi essenziali: Gesù è spinto dallo Spirito nel deserto, è tentato da satana, sta con le fiere; gli angeli lo servono. Marco è particolarmente interessato ad evidenziare il legame tra il battesimo di Gesù e la tentazione. Gesù è inviato nel deserto dallo stesso Spirito che era disceso su di lui nel momento del battesimo (v.10). Ciò sta ad indicare che lo Spirito ha come scopo la sconfitta di satana, che lo Spirito porta Gesù all’interno della storia, all’interno della lotta che in essa si svolge. Gesù si lascia coinvolgere nella lotta tra il bene e il male. Diventa solidale con l’uomo.
La tentazione avviene nel deserto. Nel Vangelo di Marco il deserto connota il luogo della preghiera solitaria (1,35), del rifugio che sottrae alla folla (1,45), del riposo (6,31), della moltiplicazione dei pani (6,35).
La durata della tentazione è ricca di suggestioni bibliche. Il numero “quaranta” denota il tempo dell’oppressione, ma anche il tempo del cammino verso la salvezza: i quaranta giorni del diluvio ( Gen 7,12), i quaranta anni del popolo di Israele nel deserto (Sal 95, 10), i quaranta giorni di Mosé sul Sinai (Es 34,28), quaranta i giorni del cammino di Elia nel deserto (1 Re 19,8).
La convivenza con gli animali selvaggi, l’approvvigionamento da parte degli angeli designano una situazione paradisiaca. Gesù è presentato come il nuovo Adamo che resiste alla tentazione, che apre il paradiso perduto dal primo Adamo a causa del peccato. Egli vive i rapporti con gli animali e con gli angeli come si realizzavano prima del peccato. Vincendo satana, Gesù rinnova l’universo, rappacifica la creazione; riapre il dialogo tra gli uomini e Dio.
Gesù dopo l’esperienza del deserto, dopo la vittoria su satana inizia la sua predicazione, annunzia il regno di Dio. In questo annunzio l’accento è posto sui verbi, i quali sottolineano la novità del regno e l’urgenza del cambiamento davanti ad esso:
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”.
Il tempo dell’attesa è trascorso; la salvezza divina è entrata nella storia. Occorre prenderne coscienza e convertirsi mediante un cambiamento radicale, totale di vita.
 

  RIFLESSIONE

Siamo entrati nel periodo della Quaresima, periodo che è come un lungo itinerario attraverso le asprezze del deserto. Il deserto è il luogo dell’essenzialità, del silenzio dove l’uomo è costretto a guardarsi dentro, a stare solo con se stesso per incontrare Dio ed accogliere il dono della salvezza.
La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. E’ un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua (cf. Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2006).
La Quaresima ci richiama ad una conversione autentica, cioè a quella conversione che, prendendo sul serio Dio, gli dà sempre il primo posto nella vita, allontanando satana, il peccato. Siamo sollecitati a rivedere seriamente il nostro modo di vivere. Nella Liturgia delle ceneri con cui l’altro giorno si è iniziato il cammino quaresimale la Chiesa ci ha rivolto l’invito pressante a riconciliarci con Dio: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20). E’ un invito che non dobbiamo far cadere nel vuoto.
Facciamo il cammino quaresimale con la convinzione che la vittoria di Gesù su satana è diventata la nostra vittoria. In Gesù, che ha assunto la nostra umanità, è presente ogni uomo chiamato alla vittoria sul peccato. Egli è con noi per lottare contro il male che è dentro di noi. In merito ricordiamo le belle parole di S. Agostino:
“Egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da satana. Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria, dunque, prese da te la sua tentazione, da sé la sua vittoria. Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Egli avrebbe potuto tenere lontano da sé il diavolo, ma se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato” (dal “Commento sui salmi” di Sant’Agostino).

venerdì 20 febbraio 2015

Diretta streaming con P. Emanuele Zippo

a partire dalle 10.30  di ogni sabato
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PERCHÉ LA QUARESIMA INIZIA COL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

BUON CAMMINO di preparazione alla Pasqua
La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza: costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. In questo giorno la Chiesa prescrive il digiuno e l’astinenza dalle carni. Le Ceneri simbolicamente indicano la penitenza, richiamano la caducità della vita terrena, e la necessità, dunque, di una convinta conversione
Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua, ed è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che la Chiesa richiede per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo.

«Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris», ovvero: «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Queste parole compaiono in Genesi 3,19 allorché Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte: «Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». Questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente – ai fedeli. Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio.

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Dal punto di vista liturgico, le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma, avvertono i liturgisti, è opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.

Il digiuno è importante per tutte le religioni: i musulmani celebrano il mese di Ramadan, gli ebrei il kippur e i cristiani la Quaresima.

A differenza del Rito Romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri. «La tradizione ambrosiana non ha mai conosciuto questo giorno, ma ha sempre rigorosamente dato avvio al periodo quaresimale con la domenica che introduce la Quaresima, appunto, in capite quadragesimae».

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giovedì 12 febbraio 2015

Come fuoco che scende dal cielo