martedì 17 marzo 2015

P. VASSALLO in sede a Cancello ed Arnone (CE)


sabato 7 marzo 2015

III DOMENICA DI QUARESIMA

Vangelo Gv 2,13-25  

Dal vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

mercoledì 25 febbraio 2015

I Domenica di Quaresima annoB

Vangelo   Mc 1,12-15
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.
Dal vangelo secondo Marco  

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Scarica e ascolta l'omelia di Padre Emanuele
tenuta Domenica 8 Feb.2015 
presso la Chiesa della Comunità Passionista di Airola/BN


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sabato 21 febbraio 2015

Prima Domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)


 
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo
”.

Il brano del Vangelo odierno consta di due parti: il racconto delle tentazioni di Gesù e l’annuncio del regno di Dio.
Il racconto delle tentazioni è molto sintetico. A differenza di quello degli altri Vangeli non ci dice in che cosa sia consistita la tentazione. L’evangelista Marco concentra la sua attenzione sugli elementi essenziali: Gesù è spinto dallo Spirito nel deserto, è tentato da satana, sta con le fiere; gli angeli lo servono. Marco è particolarmente interessato ad evidenziare il legame tra il battesimo di Gesù e la tentazione. Gesù è inviato nel deserto dallo stesso Spirito che era disceso su di lui nel momento del battesimo (v.10). Ciò sta ad indicare che lo Spirito ha come scopo la sconfitta di satana, che lo Spirito porta Gesù all’interno della storia, all’interno della lotta che in essa si svolge. Gesù si lascia coinvolgere nella lotta tra il bene e il male. Diventa solidale con l’uomo.
La tentazione avviene nel deserto. Nel Vangelo di Marco il deserto connota il luogo della preghiera solitaria (1,35), del rifugio che sottrae alla folla (1,45), del riposo (6,31), della moltiplicazione dei pani (6,35).
La durata della tentazione è ricca di suggestioni bibliche. Il numero “quaranta” denota il tempo dell’oppressione, ma anche il tempo del cammino verso la salvezza: i quaranta giorni del diluvio ( Gen 7,12), i quaranta anni del popolo di Israele nel deserto (Sal 95, 10), i quaranta giorni di Mosé sul Sinai (Es 34,28), quaranta i giorni del cammino di Elia nel deserto (1 Re 19,8).
La convivenza con gli animali selvaggi, l’approvvigionamento da parte degli angeli designano una situazione paradisiaca. Gesù è presentato come il nuovo Adamo che resiste alla tentazione, che apre il paradiso perduto dal primo Adamo a causa del peccato. Egli vive i rapporti con gli animali e con gli angeli come si realizzavano prima del peccato. Vincendo satana, Gesù rinnova l’universo, rappacifica la creazione; riapre il dialogo tra gli uomini e Dio.
Gesù dopo l’esperienza del deserto, dopo la vittoria su satana inizia la sua predicazione, annunzia il regno di Dio. In questo annunzio l’accento è posto sui verbi, i quali sottolineano la novità del regno e l’urgenza del cambiamento davanti ad esso:
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”.
Il tempo dell’attesa è trascorso; la salvezza divina è entrata nella storia. Occorre prenderne coscienza e convertirsi mediante un cambiamento radicale, totale di vita.
 

  RIFLESSIONE

Siamo entrati nel periodo della Quaresima, periodo che è come un lungo itinerario attraverso le asprezze del deserto. Il deserto è il luogo dell’essenzialità, del silenzio dove l’uomo è costretto a guardarsi dentro, a stare solo con se stesso per incontrare Dio ed accogliere il dono della salvezza.
La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. E’ un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua (cf. Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2006).
La Quaresima ci richiama ad una conversione autentica, cioè a quella conversione che, prendendo sul serio Dio, gli dà sempre il primo posto nella vita, allontanando satana, il peccato. Siamo sollecitati a rivedere seriamente il nostro modo di vivere. Nella Liturgia delle ceneri con cui l’altro giorno si è iniziato il cammino quaresimale la Chiesa ci ha rivolto l’invito pressante a riconciliarci con Dio: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20). E’ un invito che non dobbiamo far cadere nel vuoto.
Facciamo il cammino quaresimale con la convinzione che la vittoria di Gesù su satana è diventata la nostra vittoria. In Gesù, che ha assunto la nostra umanità, è presente ogni uomo chiamato alla vittoria sul peccato. Egli è con noi per lottare contro il male che è dentro di noi. In merito ricordiamo le belle parole di S. Agostino:
“Egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da satana. Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria, dunque, prese da te la sua tentazione, da sé la sua vittoria. Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Egli avrebbe potuto tenere lontano da sé il diavolo, ma se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato” (dal “Commento sui salmi” di Sant’Agostino).